ARTROSI

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ARTROSI

Oggi voglio parlarvi di una patologia che colpisce circa il 16% della popolazione italiana, secondo un recente censimento fatto dall’ISTAT, l’ARTROSI. La prevalenza di questa malattia aumenta in modo esponenziale con il passare dell’età, colpendo in modo maggiore il sesso femminile (68% di donne over 75enni, 49% uomini over 75enni).

COSA SI INTENDE QUANDO PARLIAMO DI ARTROSI?

Il termine deriva dal greco, dove ARTRO significa articolazione, e OSI vuol dire degenerazione, pertanto per ARTROSI  si intende una degenerazione delle articolazioni. Nel gergo specifico ma anche nel lessico più comune possiamo trovare dei sinonimi come ad esempio OSTEOARTROSI o OSTEOARTRITE. Nello specifico L’artrosi è una degenerazione della cartilagine articolare che con il tempo si assottiglia sempre di più lasciando “scoperti” i capi articolari che finiscono per andare anche loro incontro a degenerazione poichè non sono più protetti dalle cartilagini stesse.

QUALI SONO LE CAUSE CHE PROVOCANO L’INSORGENZA DELLA MALATTIA?

Attualmente l’artrosi viene definita come una patologia ad eziologia multifattoriale, ossia dovuta a più cause concomitanti. Fra queste quelle più importanti sono:

  • PREDISPOSIZIONE GENETICA;
  • FATTORI AMBIENTALI ( obesità, traumi e microtraumi, malformazioni, sollecitazioni meccaniche, ecc);
  • DISFUNZIONI ORMONALI.
L’ ARTROSI è considerata una patologia evolutiva, per cui è stata fatta una classificazione che prevede vari stadi della patologia, contraddistinti da sintomi e segni specifici:
STADIO DELLA MALATTIA
RIGIDITÀ
DOLORE
TUMEFAZIONE
DIFFICOLTÀ  AI MOVIMENTI
LIEVE
assente
non duraturo, presente soprattutto all’inizio del movimento
assente
assente
MODERATA
presente, di breve durata (pochi minuti)
presente prevalentemente aal’inizio del movimento, tende ad attenuarsi e poi a ricomparire dopo un determinato tempo di attività
talvolta presente
difficoltà nelle svolgere determinate attività quotidiane come vestirsi, lavarsi, inginocchiarsi,salire o scendere le scale
GRAVE
presente, ma sempre inferiore a 30 minuti
persistente sia all’inizio che durante il movimento, presente anche di notte
spesso presente
inpossibilità a svolgere le normali attività di vita quotidiana

COME AVVIENE LA DIAGNOSI?

La diagnosi avviene tramite una visita specialistica di un ortopedico o di un reumatologo e prevede, oltre all’anamnesi e all’esame obiettivo del paziente, anche degli esami diagnostici specifici, come rx, o esami di laboratorio conseguenti ad artrocentesi.

Essendo una patologia che colpisce le articolazioni, ne consegue che tutte quelle del corpo umano possono essere colpite, con una prevalenza maggiore su quelle di carico.

Quelle più frequenti sono:

  • ARTROSI DELLA COLONNA (CERVICALE, DORSALE E LOMBARE);

  • ARTROSI DELLE MANI;

  • ARTROSI DELL’ANCA;

  • ARTROSI DEL GINOCCHIO;

  • ARTROSI DELLA SPALLA;

  • ARTROSI DEL PIEDE.

 

COME CURARE E CONTRASTARE L’ARTROSI?

Nonostante siano stati fatti dei passi enormi nello studio e nel trattamento dell’ OSTEOARTOSI, attualmente non esiste una cura vera e propria della malattia, quindi una volta diagnosticata, le cure sono mirate a rallentare il peggioramento della patologia o a “bloccarla”, poichè è ritenuta una patologia progressiva e degenerativa.

Solitamente il trattamento si avvale di CURE FARMACOLOGICHE che vanno ad agire sul sintomo ( fans, paracetamolo, oppioidi), oppure farmaci di ultima generazione che agiscono oltre che sul sintomo anche sulla struttura della cartilagine (sysadoa) come coadiuvanti a cicli di infiltrazioni di acido ialuronico, o in ultima istanza farmaci cortisonici con infiltrazioni intrarticolari in caso di crisi di dolore insopportabile.

Hanno un effetto benefico sulla sintomatologia anche le CURE TERMALI, anche se ancora non ci sono molti studi scientifici che abbiano avvalorato questo tipo di cure.

I trattamenti migliori, validati da moltissimi studi scientifici, sono quelli FISIOTERAPICI E RIABILITATIVI, che vanno a lavorare sia a livello preventivo, sia sul trattamento della sintomatologia, e anche al recupero della funzionalità dopo intervento chirurgico.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una maggiore attenzione alla prevenzione di tutte le malattie, e l’ARTROSI non fa eccezione. Attraverso degli screening periodici è possibile verificare la predisposizione o l’insorgenza della malattia e agire di conseguenza. Per questo si ritiene sia opportuno fare un’attività fisica almeno 2/3 volte alla settimana, evitando una vita sedentaria e/o lavori ripetitivi e logoranti, fare una dieta sana ed equilibrata evitando il sovrappeso che è un fattore aggravante per l’artrosi. In caso di diagnosi precoce è utile fare dei cicli periodici di fisioterapia atti a mantenere la funzionalità delle articolazioni e il tono trofismo muscolare.

 

Per quanto riguarda il trattamento della sintomatologia, la fisioterapia negli ultimi anni ha fatto dei passi da giganti in ambito tecnologico, mettendo a disposizione dei professionisti diverse tecnologie che permettono di avere degli ottimi risultati:

  • TECARTERAPIA
  • LASERTERAPIA AD ALTA POTENZA
  • MAGNETOTERAPIA
  • IPERTERMIA
  • CORRENTI ANTALGICHE
  • ULTRASUONI

Nel caso in cui la terapia farmacologica e riabilitativa non abbia un buon effetto e nei casi di artrosi grave, con limitazioni importanti nelle attività di vita quotidiana è utile ricorrere alla chirurgia che può essere artroscopica per “pulire” l’articolazione interessata, o protesica nei casi più gravi, con un percorso riabilitativo post chirurgico per il recupero delle funzionalità e dell’autonomia nelle attività quotidiane e lavorative dove possibile.

 

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3209405683

DOTTOR FRANCESCO ZAMPILLI

 

 


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