Sempre più spesso nella mia pratica clinica mi capita di trattare pazienti con problematiche della spalla, dalle persone che soffrono di “spalla congelata”, a quelli che devono recuperare da un intervento chirurgico di riparazione della cuffia dei rotatori piuttosto che una protesi di spalla. L’articolazione della spalla a mio modesto parere è una delle più affascinati del corpo umano per la sua complessità di funzionamento,
sen altro perché è l’unica articolazione che non è soggetta a carico diretto, ma piuttosto risulta “appesa” attraverso il suo complesso di muscoli e legamenti.
Per questo motivo richiede una biomeccanica di funzionamento perfetta, altrimenti inizia a lavorare male e di conseguenza a creare dolore.
Per questi motivi la mia discussione di tesi di laurea verteva sul trattamento conservativo delle lesioni del tendine del sovraspinoso, il muscolo più conosciuto della cuffia dei rotatori, attraverso una tecnica che viene impiegata prevalentemente nei pazienti neurologici, il METODO GRIMALDI.

Da allora come già detto, ho continuato ad avere un debole per le patologie riguardanti la spalla e ho seguito vari corsi di specializzazione e congressi a riguardo, per cercare di offrire alle persone un servizio sempre migliore e al passo con le ultime scoperte scientifiche e con le ultimissime tecniche chirurgiche.

Ho pertanto progettato un percorso riabilitativo specifico per tutti coloro che soffrono di patologie e dolori della spalla, mettendo a punto due percorsi riabilitativi specifici:

Questo percorso è ideale per coloro che non necessitano di interventi chirurgici o che vogliono evitarlo e comprende una prima fase in cui il lavoro sarà incentrato sulla riduzione della sintomatologia dolorosa e dell’infiammazione, attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia, che grazie a protocolli applicativi studiati e calibrati sul paziente permetto in breve tempo la remissione della sintomatologia dolorosa e infiammatoria, per poter poi passare alla seconda fase del protocollo.
Per questo negli anni mi sono dotato delle migliori tecnologie come la TECAR, il LASER AD ALTA POTENZA, le ONDE D’URTO, oltre le terapie fisiche più classiche come la MAGNETOTERAPIA, ULTRASUONI e ELETTROTERAPIA, cercando al contempo di formarmi il più possibile per utilizzarli al meglio. La seconda fase invece serve per migliorare e recuperare la funzionalità dell’articolazione attraverso tecniche di TECNICHE DI TERAPIA MANUALE, per il completo recupero dell’articolarità e quindi ESERCIZI TERAPEUCI DOSATI per il recupero del tono-trofismo muscolare.
Il percorso si completa con una fase di ESERCIZI PROPRIOCETTIVI, che servono per recuperare appieno i gesti specifici che servono nella nostra vita quotidiana piuttosto che durante un’attività sportiva specifica.

RIABILITAZIONE POST OPERATORIA, per le persone che hanno subito un intervento chirurgico come:

Questo percorso prevede un programma riabilitativo che viene SEMPRE concordato con il chirurgo che ha effettuato l’intervento e prevede una prima fase che solitamente serve a recuperare l’articolarità della spalla, una seconda fase in cui si procederà al recupero dell’articolarità attiva da parte del paziente e contestualmente al migliramento del tono-trofismo muscolare, e una terza fase che serve al recupero del gesto specifico, soprattutto per tutti coloro che praticano sport o lavori che richiedono un uso importante della spalla.
Soprattutto nella prima fase, se necessario, il lavoro può essere coadiuvato dall’utilizzo di mezzi fisici per attenuare la sintomatologia dolorosa e favorire la rigenerazione dei tessuti danneggiati e/o riparati.
In entrambi i percorsi è possibile inserire anche il lavoro in acqua, se necessario e se il paziente non ha particolari problemi, grazie alla collaborazione con l’AREA FITNESS CLUB, il centro sportivo all’interno del quale è situato il mio studio, che è dotato di una piscina dove è possibile effettuare questo tipo di trattamenti.